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Corriere della Sera ROMA


«Oltre 500 Posti Letto Non Assegnati»Studenti Occupano Residenza Universitaria.
Irruzione pacifica mercoledì alla «A.Ruberti»: 110 alloggi auto assegnati ai giovani più indigenti degli atenei romani
 
ROMA - Migliaia di universitari in cerca di alloggio. Centinaia in coda per l’assegnazione di una stanza. Pochi alloggi e maltenuti sul fronte del mercato privato. E un ente - Laziodisu, preposto alle assegnazioni pubbliche - che non fa il suo lavoro. Dei 2 mila posti alloggio gestiti da Laziodisu, una parte non vengono neppure assegnati. «Per questo - annunciano gli studenti - mercoledì mattina abbiamo occupato l’ala nuova della residenza “A. Ruberti”, in via Cesare De Lollis 20.
POSTI LETTO DESERTI - I 110 posti di quell’edificio avrebbero dovuto essere assegnati agli aventi diritto entro il primo trimestre del 2013. A novembre, ancora nulla di fatto: nessuna comunicazione pervenuta ai ragazzi in lista. Vita la mancata esecuzione del bando Laziodisu, «studentesse e studenti, trovandosi in condizioni di indigenza hanno maturato la decisione di riappropriarsi dei loro diritti a partire da quei posti alloggio chiusi, non sfruttati e promessi ormai da tempo».
 
IN ATTESA DA ANNI - Già tre anni fa su Facebook, nel gruppo di discussione «Casa dello Studente – Laziodisu territoriale Sapienza», molti studenti denunciavano le «inefficienze e i paradossi che hanno caratterizzato il nuovo bando disposto dall’Azienda per il diritto allo studio universitario, Laziodisu». Il mutamento di alcuni criteri di selezione aveva escluso dalle assegnazioni studenti già titolari di posto alloggio e costretto al trasferimento da una residenza all’altra, in piena finestra esami, numerosi giovani (400, pare, quelli costretti al secondo trasloco in due mesi). E nel febbraio 2012 una video inchiesta di Corriere.it aveva denunciato il caso di via Tiburtina, con alloggi per 1600 studenti inagibili.
«WELFARE SMANTELLATO» - Dai dati sul diritto allo studio emerge che nella Regione Lazio, a tutt’oggi, ben 906 studenti meritevoli e privi di mezzi si trovano «nell’impossibilità di accedere ai benefici costituzionalmente previsti per sostenere il proprio percorso di studi». In particolar modo nel Lazio, regione che conta decine di migliaia di iscritti alle università e che ospita l’ateneo più popoloso di Europa - accusano gli universitari - «si assiste allo smantellamento del sistema del welfare studentesco:dalla costruzione di residenze universitarie in zone distanti dagli atenei di appartenenza (con il conseguente problema della mobilità) ai ritardi sui pagamenti delle borse di studio (come denunciava già nel 2012 Corriere.it) fino alla beffa dell’affitto ai privati di alloggi pubblici destinati agli aventi diritto».
L’ELENCO DEI NON ASSEGNATI - E dagli atenei la protesta si è spostata nelle stanze mai assegnate. Secondo gli occupanti della residenza “A. Ruberti” , «sono 554 i posti alloggio negati e che la Regione può immediatamente mettere a disposizione degli studenti e che provengono dalle residenze». Ecco dove si trovano: 88 posti nella “ N. Federici”, residenza sparita dal bando; 73 posti alla “Boccone del Povero”; 222 alla “Civis”. Queste ultime entrambe «inspiegabilmente non ristrutturate a causa della mancata erogazione dei fondi della legge L. 338/2000». Inoltre - a parte i 110 posti auto assegnati alla Ruberti, ci sono 61 posti alla “E. Tarantelli”. Tutti posti messi al bando e non assegnati.